I Vetri di Sandro Bormioli


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Le Origini

ArtèGlassMagazine > Articoli su Altare > L'espansione dell'attività vetraria nel Savonese

I PRIMORDI DELLA LAVORAZIONE DEL VETRO IN LIGURIA
Il centro vetrario in Liguria è, per antonomasia, ALTARE in provincia di Savona. In questo borgo, a quota 398 slm , dalla metà del XIII sec. è documentata la lavorazione del vetro sulla cui introduzione storica non esistono, però, certezze. Ci si affida, pertanto, a leggende.
Si racconta, ad esempio, che nel XII sec. alcuni monaci di origine francese appartenenti al monastero di Bergeggi e officianti in Altare, le cui terre erano state loro effettivamente donate nel 1130 dal vescovo di Alba, attratti dalle ricchezze naturali del suolo che fornivano abbondanza di legname e materie prime per la composizione del vetro, quali felci, faggi, ciottoli e torrentelli, abbiano impiantato in questo luogo le prime fornaci chiamando dalla Francia (Normandia o Fiandre) alcune famiglie che già esercitavano colà la lavorazione del vetro.
Altre ipotesi attribuiscono l'iniziativa a crociati francesi ospitati dai monaci dell'Isola o ad artigiani vetrai che attorno all'anno mille erano stati radunati, assieme ad altri dediti alle più disparate attività, presso i monasteri benedettini allo scopo di preservare le arti e i mestieri dalla temuta fine del mondo.
Purtroppo la scarsità di documentazione storica al riguardo non chiarisce l'origine esatta dei primi vetrai altaresi che, con i veneziani, sono stati comunque gli antesignani della nobile arte in Italia.
E' invece documentato che i primi insediamenti di fornaci da vetro in Altare risalgono, come già detto, al XIII sec.
La posizione topografica del paese, a cavallo degli Appennini fra Piemonte e Liguria con accessibile sbocco al mare e l'appartenenza politica ad un feudo marchionale Carrettesco, hanno integrato le condizioni ambientali indispensabili ad avviare la lavorazione del vetro.
Altre piccole fornaci, che però non hanno avuto seguito, erano sorte in alcune zone della Valbormida, del Savonese e del Genovesato, specialmente a M.Lecco dove rinvenimenti archeologici di superficie hanno confermato l'esistenza di una fornace medievale.
Analogo discorso vale per tre vetrerie attive a Montenotte, in provincia di Savona, ad opera di vetrai altaresi, dall'inizio del XVI sec. alla fine del XVII. I reperti recuperati convalidano la documentazione storica.
Al fine di disciplinare la loro attività, i vetrai altaresi si erano dotati di Statuti redatti nel 1495 e approvati nel 1512 da Guglielmo Paleologo, marchese di Monferrato, e da Galeotto del Carretto, consignore di Altare.
Detti Statuti rimanevano in vigore, con aggiunte e modifiche, fino al 1823 quando re Carlo Felice, allo scopo di porre fine alle controversie fra i vetrai
monsù e i paesani, li sopprimeva e aboliva pure le prerogative e i privilegi compresi negli Statuti stessi.
Il provvedimento provocava una grave crisi, e molti vetrai lasciavano il paese e l'Italia per emigrare all'Estero, ivi compreso il Sud America.
Già verso la metà del XVI sec. vetrai altaresi si erano trasferiti in Francia dove avevano impiantato fornaci a Nevers (il cui ducato apparteneva ai Gonzaga, signori del Monferrato e perciò di Altare), Melun, Orleans, Rouen, Poitiers, Parigi, Lyon (tanto per citare le maggiori).
Ernesto Saroldi


History of Altare Through Its Factories

Were French monks or Crusaders which brought glassworking to Altare we cannot know for lacking of proved records. The first fournaces were founded in the 13th century and since then the Altarists spreaded through Europe first and then through South America too. In the 15th century they obtained a special rights bill from the Lords which ruled on Monferrato.

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