I Vetri di Sandro Bormioli


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Vetreria Brondi-Saroldi

ArtčGlassMagazine > Articoli su Altare > L'espansione dell'attivitą vetraria nel Savonese


SOFFIERIA BRONDI & SAROLDI

Agli inizi degli anni '30 in ALTARE, per iniziativa di due giovani e geniali maestri vetrai appartenenti alle vecchie famiglie dell’Universitą del vetro, Adelfo Brondi ed Eraldo Saroldi (meglio conosciuto come Baracca ) veniva costituita una societą di fatto per la seconda lavorazione del vetro che assumeva la denominazione di "Soffieria Brondi & Saroldi" con sede e laboratorio in Altare, vico dell'Eremita (attuale vico Pollero).La produzione, che in un primo tempo era costituita da apparecchiature e articoli in vetro ad uso di laboratori chimici, farmaceutici e industriali, si estendeva poi alla produzione di fiale e affini. Per il "tocco artistico" venivano fabbricate anche singolari bomboniere.Con le restrizioni imposte dal conflitto italo-etiopico del 1935-1936, causa le sanzione applicate all'Italia da 52 Nazioni che limitavano, fra l'altro, il consumo della benzina dalla quale veniva estratto il gas per alimentare la fiamma dei cosiddetti "becchi", la soffieria si trasferiva a Savona in via Verdi dove per l'alimentazione della fiamma poteva usufruire del gas di cittą. La sede legale rimaneva comunque in Altare, culla dell'arte vetraria.Nel laboratorio savonese la piccola azienda incominciava ad allargare la propria attivitą con l'assunzione di personale femminile che veniva addestrato alla fabbricazione delle fiale dagli stessi titolari.Poichč, dopo breve tempo, i locali si dimostravano insufficienti all'espandersi di nuovi tipi di lavorazioni, quali tubetti e flaconcini, sempre derivati dalla lavorazione dei tubi in vetro, e con conseguente aumento di personale, si rendeva necessario, nell'ambito cittadino, un primo trasferimento in via Oxilia. Anche qui, poichč la lavorazione era svolta tutta manualmente con notevole apporto di personale, i locali divenivano ben presto insufficienti tanto da richiedere il trasferimento del laboratorio a Lavagnola, in via Crispi, in un fabbricato gią adibito a conceria. A questo trasferimento ne succedeva ben presto un altro in locali nuovi in corso Ricci,42 (Palazzo Rosso).Interrotta a causa della guerra 1940-1945 l'attivitą produttiva per la mancanza di riferimenti, i titolari, in vista della ripresa, che ai fini economici sconsigliava il lavoro prettamente manuale, anche per l'intervento di nuove tecniche, procedevano, avvalendosi dell'officina meccanica che nel frattempo era stata trasferita in Altare nella sede del primitivo laboratorio, alla costruzione di macchine per la produzione di fiale; macchine ideate e costruite dalla genialitą inventiva del socio Saroldi.Con l'entrata in funzione delle nuove macchine l'attivitą assumeva le caratteristiche di una vera e propria industria anche per l'acquisizione di una vasta clientela che veniva, per la parte commerciale, curata dal socio Brondi con la collaborazione di rappresentanti nelle varie zone di Milano, Roma, Napoli, Firenze e delle Marche.In data 25 ottobre 1945, con atto del notaio Pendola di Savona, l'Azienda si trasformava in Societą a Responsabilitą Limitata della quale i due soci diventavano gli amministratori. Con la nuova ragione sociale la Societą acquistava , nel 1947, dal sig. Monterosa l'ex fabbrica di refrattari di via Repusseno che, gią danneggiata dalla guerra, veniva ricostruita, adattata alle nuove esigenze e trasformata in un moderno stabilimento. Veniva altresģ impiantata una moderna officina per la costruzione e la manutenzione delle apparecchiature meccaniche.L'Azienda trovava qui la propria definitiva sede. Lo sviluppo della produzione continuava con l'acquisto di nuove macchine di produzione tedesca e, nel 1953, entrava a far parte della Societą un nuovo socio: il sig.Leopoldo Aonzo, persona nota nell'ambiente savonese.L'installazione di nuovo impianti, sempre pił aggiornati e l'effettuazione di turni di lavoro per incrementare la produzione, provocavano un cambiamento anche nell'organico del personale. La preponderanza femminile si riduceva ma veniva compensata dall'assunzione di personale maschile destinato ai turni. L'industra occupava, in media, 180 lavoratori.La clientela era costituita dalle pił importanti Case chimico-farmaceutiche italiane e da Enti statali, come l'Istituto Superiore di Sanitą e l'Istituto Chimico Farmaceutico Militare.Una parte della produzione, giunta a livello di alta qualitą, veniva assorbita anche dall'estero con esportazioni in Europa e in America.Nel 1967 l'Azienda veniva ceduta ad un Gruppo genovese facente capo a Giovanni Fasce e continuava ancora per poco tempo ad essere attiva in Savona.Successivamente la Soffieria che, per clausola contrattuale doveva mantenere la denominazione di "Soffieria Brondi & Saroldi", veniva trasferita a Voghera dove nel 1989 cessava l'attivitą svolta di produzione e lavorazione del tubo e di articoli in vetro neutro in seguito a conferimento d'azienda alla "Nuova Neo Glass Srl ". La ditta assumeva poi il nome di "Brondi Glass Srl." (il Saroldi era deceduto nel 1983) e continuava l'attivitą immobiliare, prevista dall'oggetto sociale, fino al 1° gennaio 1990 data in cui la Societą diventava inattiva.Il 29 marzo 1993 la ditta veniva quindi posta in liquidazione con provvedimento di Autoritą Giudiziaria del Tribunale di Voghera.Ernesto Saroldi


Brondi & Saroldi Glasswork At the beginning of the 30s in Altare two young and skilled maestri, Adelfo Brondi e Eraldo Saroldi, founded a society called Soffieria Brondi & Saroldi. They produced chemical vessels. In 1936 the lampwork factory had to move to Savona, where it could use the town gas. The firm was so successful that it had to move three times again. After the stop dued to the second world war, the production went on and it was also exported to European Countries and to America. In 1967 the society was sold and in 1989 it was moved to Voghera, where it was closed in 1990.

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