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Dale Chihuly a Gerusalemme

Didattica > Articoli storici

Dale Chihuly a Gerusalemme

Gerusalemme, uno dei luoghi più ricchi di storia e di spiritualità, punto d'incontro tra Oriente e Occidente, ha ospitato una delle più importanti mostre di arte vetraria del secolo. E chi se non Dale Chihuly, uno tra i più grandi se non il massimo artista vetrario vivente, poteva esserne l'ideatore e l'artefice?
Chihuly ha allestito nella Torre di Davide a Gerusalemme un'esposizione unica per dimensioni: oltre 10.000 pezzi, 15 installazioni, 42 tonnellate di vetro, lavorate nello studio dell'artista a Seattle, ma anche in fabbriche della Finlandia, Francia, Giappone, Repubblica Ceca, arrivate in Israele via mare in ben 12 containers. A queste si è aggiunto un'installazione creata, secondo le tecniche tradizionali, in un antico forno di Hebron, dove hanno collaborato vetrai israeliani e palestinesi, perchè tutto questo sforzo organizzativo e creativo abbia un concreto significato di pace.
Le cifre, anche economiche, dell'impresa sono da guinness dei primati, tanto che si potrebbe esaminare questo grandioso progetto sotto molteplici aspetti. Solo la logistica è stata un capolavoro di collaborazione tra persone che hanno lavorato in tempi e luoghi diversi creando un'armonia artistica unica nel suo genere.
Se mi soffermo su questi aspetti forse di interesse meno immediato, è perchè è l'artista stesso a darvi importanza: nei suoi scritti sul progetto, emerge come non solo le opere, ma tutto ciò che sta intorno alla loro creazione, lavoro, amicizie, collaborazioni, idee, sia parte integrante della creazione artistica e suo ultimo scopo.
Il progetto, il cui nome ufficiale è Chihuly in the Light of Jerusalem 2000, e   spiegherò in seguito il significato della luce in questo titolo, nasce con un pranzo tra l'artista e due amici israeliani, che avevano ammirato a Venezia le sue installazioni sui canali - in quella occasione si trattava di candelieri (vedi Alte Vitrie n°2 del 1996) - e avevano pensato di invitarlo a creare una grande installazione per la città di Gerusalemme. Uno dei due amici morì poco dopo, e Chihuly si recò al suo servizio funebre, conoscendo così il direttore del Museo della Storia di Gerusalemme, allestito proprio nella Torre di Davide. Questo museo ha lo scopo di far conoscere l'importanza ed i significati della città in relazione alla tre grandi religioni monoteistiche, ed ospita attività culturali ed educative, concerti, installazioni artistiche e altri eventi speciali.
Una visita e la decisione era presa: incantato dal luogo, che aveva già conosciuto in occasione di un anno di lavoro in un kibbutz quando era poco più che ventenne, decide di dedicare il progetto, ancora tutto da definire, alla memoria dell'amico scomparso.
Inizia quindi un'avventura umana e creativa di dimensioni colossali: partendo da un budget di 250.000 dollari - ed è piacevole notare come Chihuly parli di questi aspetti con trasparente e serena ovvietà, da bravo manager del vetro - si ipotizza la creazione di tre torri, in onore delle tre religioni. Alla fine il risultato sarà diverso: un costo superiore al milione di dollari, quattordici installazioni e l'allestimento di una mostra retrospettiva. Man mano che le idee e il budget crescono, diviene evidente come non tutto il vetro possa essere fuso a Seattle, nell'atelier dell'Artista, così come non vi si possono costruire le imponenti ed intricate armature d'acciaio di supporto necessarie per le quattro installazioni più grandi. Inutile dilungarsi sui particolari, ma, come ho già sottolineato, simili imprese andrebbero prese ad esempio in molti campi, soprattutto quando la collaborazione ed il tempismo possono fare la differenza tra il possibile e l'impossibile. Un giorno prima dell'inaugurazione, avvenuta il primo luglio dello scorso anno, Dale Chihuly, il suo staff di trenta persone coadiuvate da altre venti, in parte volontarie, riescono a completare la Montagna di Cristallo.
Quest'opera merita una descrizione accurata. La struttura pesa oltre 34.000 chili e consiste in circa cinque chilometri di corda di acciaio. Ci sono volute sei settimane per installarla al suo posto. Poi sono stati aggiunti 2.000 cristalli di polyvitro, per un peso di una tonnellata di vetro. La Montagna, alta 15 metri e larga 11, più che ogni altra opera, è stata fatta per il sole, per la luce di Gerusalemme, è da il suo meglio all'alba e al tramonto. Non bisogna infatti dimenticare che, se anche illuminate di notte da oltre 200 punti luce, queste opere sono state create per essere ammirate alla particolare luce dorata di Gerusalemme,  proprio alla luce di quel sole che illumina la terra dove è nato il vetro.  

Elisabetta Manfredi



Dale Chihuly in the Light of Jerusalem

In July 1999 Dale Chihuly, the world's premiere artist whose medium is glass, mounted his most ambitious exhibition to date. With support teams from Seattle and Israel he created 15 installations within the stone walls of an ancient military fortress, currently known as the Tower of David Museum of the History of Jerusalem.
The most complicated piece in the exhibition is the Crystal Mountain. The steel structure weights over 34.000 kilograms and has five kilometers of metal building rods. It took about six weeks to fabricate it on location in the Citadel. Then were added 2.000 pilyvitro crystals to the end points of the rods. It turned out nearly 15 metres hight and over 11 metres in diameter. This piece was made for the Jerusalem sun and light and works at its best at sunrise and sunset.
As in other projects Chiuly collaborated with glassblowers form the region, both Israeli and Palestinian, to produce a portion of the glass parts for his sculptures. This message of coexistence is particularly suited to the Citadel's mission to recount objectively and fairly all the periods of Jerusaslem's history.

Costantino Bormioli, Lavorazione Artigiana Vetro - P.IVA 01317860094
Costantino Bormioli P.IVA 01317860094
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